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centro ascolto
progetto carcere

Si configura come un punto rete sul territorio, una mediazione anche informale che consenta di entrare in rapporto con il sommerso e sia in grado di elaborare ed interpretare i linguaggi “della strada”, come luogo in cui le persone vivono e consumano il loro disagio. E’ un servizio che offre ascolto, orientamento e sostegno in uno spazio protetto e riservato. L’ascolto è la funzione principale che si svolge attraverso il colloquio individuale nella sede del Centro. Si accede al Centro di Ascolto con un appuntamento preso telefonicamente.

I colloqui sono finalizzati:
all’ascolto, all’accoglienza, all’analisi della domanda e alla valutazione diagnostica congiunta con il consulente psichiatra del nostro Gruppo e con i referenti dei Sevizi pubblici invianti (Ser.T, Servizi Sociali…);

al sostegno alle famiglie di origine (presso la sede del Centro d’ascolto settimanalmente si riuniscono gruppi di auto-aiuto rivolti ai familiari delle persone che sono già inserite nei percorsi comunitari, che svolgono colloqui, o che sono detenuti);

all’inserimento nei nostri progetti; all’invio presso altri punti rete del territorio.

modalità
I colloqui vengono effettuati dall’educatore del centro di ascolto, previo contatto telefonico presso la sede. Ad ogni colloquio viene dedicata generalmente un ora, comprensiva del tempo necessario per relazionare su appositi moduli, il colloquio stesso. Dal primo al secondo colloquio possono trascorrere due o tre giorni. Uno di questi colloqui viene svolto dal consulente psichiatra che ha il compito di valutare il quadro psicopatologico della persona, anche in relazione al progetto di inserimento nei percorsi comunitari.
Nel caso di persone che vengono da fuori regione, viene fissato il colloquio di venerdì, giorno in cui è presente il consulente psichiatra, per agevolare rispetto al problema della distanza. Infatti nella stessa mattina, la persona potrà parlare sia con il consulente che con l’educatore. Dopo aver raccolto le informazioni necessarie, l’educatore si mette in contatto telefonico con i servizi di riferimento della persona, segnalando l’avvenuto contatto, fornendo i dati in suo possesso e inviando una prima valutazione rispetto al possibile percorso terapeutico.
E’ necessario in questa fase l’invio da parte dei Servizi di relazioni descrittive e diagnostiche, per approfondire la conoscenza della persona. Qualora si presentino genitori tossicodipendenti con minori, la prassi prevede che vengano anche contattati e coinvolti i Servizi Sociali, referenti per i minori. Per le coppie e i genitori con bambini è previsto l’ingresso diretto nelle Comunità convenzionate ed autorizzate ad accogliere i minori (Bicchio). Se, in accordo con i Servizi, si prevede di proseguire il percorso terapeutico, si fornisce alle persone l’elenco dei documenti necessari per l’ingresso nei percorsi comunitari.


progetto carcere
Fin dai primi anni di attività, il Gruppo “Giovani e Comunità”, ha scelto il Carcere come ambito d’impegno, luogo dove esercitare opera di ascolto ed accoglienza, aiuto e sostegno, promozione della solidarietà. In questi anni numerosi educatori e volontari si sono alternati in questa attività, principalmente attraverso colloqui di orientamento e sostegno con le persone detenute. Attualmente l’attività di ascolto in carcere avviene in collaborazione con alcuni Istituti di pena della Toscana: Lucca, Massa, Pisa, Firenze, Prato, Livorno, nei quali gli educatori sono presenti per colloqui orientativi e di sostegno, con i detenuti che fanno richiesta e che sono interessati all’utilizzo di misure alternative. Da molti carceri del territorio Toscano e Nazionale riceviamo una fitta corrispondenza, curata dall’educatore del Centro di Ascolto.

obiettivi
Essere presenti come Gruppo all’interno di un luogo di sofferenza;

Dare la possibilità ai detenuti tossicodipendenti ed alcooldipendenti che ne fanno richiesta, di svolgere percorsi di recupero nelle nostre comunità, usufruendo delle misure alternative.

modalità
I contatti con il nostro Gruppo da parte del detenuto possono avvenire attraverso:

rapporto epistolare: molti detenuti ricevono le prime informazioni attraverso la corrispondenza con un educatore del Centro di Ascolto, che gli fornisce indicazioni su come è articolato il programma terapeutico, sulle modalità e requisiti per potervi accedere.

colloqui individuali con il detenuto. Il primo contatto della persona detenuta, avviene attraverso il colloquio da lei stessa richiesto, compilando l’apposito modulo (la domandina), durante il quale viene effettuata una prima raccolta di dati anamnestici, relativi anche alla situazione familiare, al vissuto rispetto alla tossicodipendenza, alla situazione giudiziaria presente e passata, allo stato di salute, agli eventuali percorsi terapeutici precedenti. I colloqui continuano, possibilmente con cadenza settimanale, per un periodo variabile (2-3 mesi). Durante questo periodo l’educatore tesse una serie di relazioni importanti con i familiari dei detenuti, gli educatori del carcere, gli educatori del Ser.T. e del U.E.P.E., con gli avvocati difensori, al fine di individuare, anche con il loro contributo, il percorso più idoneo, tra quelli possibili. L’impegno più importante che viene chiesto al detenuto è quello di scalare, laddove sussista, la terapia metadonica, in accordo con il personale medico, e di diminuire fino all’eliminazione, l’assunzione degli psicofarmaci, se non assunti dietro precisa prescrizione medica. Questo perchè uno dei requisiti per l’ingresso in programma dal carcere è lo stato di astinenza. La verifica di tale impegno avviene attraverso il contatto con il personale medico dell’Istituto e del Ser.T. interno che gestisce il decalage delle terapie farmacologiche. Per quanto riguarda le famiglie dei detenuti l’intervento è strutturato in colloqui e gruppi che vengono svolti settimanalmente presso il Centro di Ascolto, offrendo in questo modo uno spazio di condivisione e di sostegno a chi, già segnato dall’esperienza della tossicodipendenza, si trova anche a vivere le preoccupazioni di un figlio, marito o parente recluso. Il coinvolgimento della famiglia nel processo di recupero è una risorsa preziosa da attivare per la buona riuscita del programma stesso.

centro ascolto - progetto carcare

tipologia:
Centro di ascolto
indirizzo:
Via S.Giustina n° 59, 55100, Lucca
tel.:
0583/587113
fax:
0583/312635
e-mail:
centro.ascolto@ceislucca.it
posizione:
Centro storico di Lucca, 500 m. dal capolinea dei pullman Vai bus e a 2 Km dalla Stazione ferroviaria.
staff:
1 educatore, 1 consulente psichiatra
aperta dal:
1976

documentazione richiesta
attestato di tossicodipendenza,

dichiarazione d’idoneità al programma,

rilasciato dal Ser.T. nel cui territorio la persona ha la residenza;

il certificato di disponibilità all’accoglienza, rilasciato dalla nostra Associazione.


limite presa incarico
Non è possibile la presa in carico di persone detenute, in regime di pene alternative, che presentano gravi problematiche psichiatriche.