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progetto anna
programma di protezione e assistenza sociale
( art 18 d Lgs 286/98)

il fenomeno
“Tratta di persone indica il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’ospitare o accogliere persone tramite l’impiego o la minaccia di impiego della forza o di altre forme di coercizione, di rapimento, frode, inganno, abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità, dando oppure ricevendo somme di denaro o benefici al fine di ottenere il consenso di un soggetto che ha il controllo su di un’altra persona, per fini di sfruttamento. Per sfruttamento si intende, come minimo, lo sfruttamento della prostituzione o altre forme di sfruttamento sessuale, lavori forzati, la schiavitù o pratiche analoghe , l’asservimento e l’espianto di organi” ( art. 3 Protocollo di Palermo 2000)

il progetto “anna”
premesse:
L’associazione CeIS-Gruppo “Giovani e Comunità” è iscritta alla seconda ( ex terza) sezione del registro degli enti e associazioni che svolgono regolarmente attività a favore degli stranieri immigrati ai sensi dell’art.42 comma 2 del Decreto Legislativo 25 07 1998, n 286, T.U. delle disposizioni concernenti la disciplina sulla immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, e dell’art 54 del D.P.R. 31 agosto 1999, n.394, regolamento del suddetto T.U.,con iscrizione n.C/65/2000/LU. La registrazione in tale albo permette alla associazione di realizzare programmi di assistenza e protezione a favore di vittime di tratta sottoposte a sfruttamento, in linea con la normativa vigente in materia di immigrazione.

riferimenti normativi
L’art. 18 D. Lgs 286/98 del T.U. di legge sulla immigrazione e l’art 13 della L.228/03 del codice penale costituiscono il quadro normativo di riferimento intorno alla tematica in oggetto L’art. 18 disciplina i percorsi di integrazione e inclusione sociale delle vittime di tratta, sottoposte a sfruttamento sessuale, lavorativo, accattonaggio o con varie modalità proprie di economie illegali. E’ un reale strumento di regolarizzazione,permette la fuoriuscita da condizioni di pericolo e di illegalità, garantisce la partecipazione a un programma di protezione sociale utile per un inserimento nel tessuto sociale italiano. La norma prevede infatti il rilascio di un particolare titolo di soggiorno sia nel caso in cui l’interessato/a esponga una denuncia alla Polizia di Stato o alla Autorità giudiziaria ed emerga a tal proposito un parere favorevole da parte della Procura della Repubblica, sia nel caso in cui la vittima , al fine di sottrarsi dalla situazione di pericolo si rivolga con una richiesta di aiuto e protezione ad una associazione iscritta al registro suddetto o ad un ente locale. In questa seconda prospettiva, può essere presentata istanza al questore per il rilascio del permesso di soggiorno, indipendentemente da ulteriori pareri. A sostegno del citato articolo esiste l’art. 13 L.228/03del codice penale che individua precisamente i reati di riduzione in schiavitù,tratta, acquisto e alienazione di schiavi

Il progetto Anna avviato alla fine degli anni novanta, dall’anno 2004 vede la collaborazione con la Provincia di Lucca divenuta ente promotore del progetto stesso e di un Protocollo di Intesa “Interventi su prostituzione e tratta nel territorio della provincia di Lucca” sottoscritto da enti locali, FF.OO, Asl 2 Lu e Asl12 Versilia e l’associazione CeIS Con tale progetto si intende dare continuità all’intervento che da anni viene promosso sul territorio e che trova la sua naturale collocazione in un “progetto quadro” più ampio che la Provincia sta coltivando nell’ambito della lotta e del contrasto alla violenza nelle sue varie forme di espressione. Al contempo si intende creare una continuità per la prosecuzione dei programmi ai sensi dell’art.13 L.228/03 attivati nel progetto promosso dalla Regione Toscana, denominato “Nuove Orme”.

Il programma di protezione sociale gestito dall’associazione infatti prevede le seguenti fasi:

contatto: il contatto può avvenire con modalità diverse e grazie all’intervento di vari attori: Questura, Numero verde anti-tratta, religiosi, clienti, privato sociale, servizi sociali, ASL, sindacato, unità di strada, FF.OO.

presa in carico: è previsto il pronto intervento nella emergenza; la presa in carico è gestita in base alla singola situazione e ai bisogni specifici. Di volta in volta viene valutata quale modalità, struttura e tempistica attivare

fuga: risponde ad un bisogno di emergenza e protezione. Spesso queste persone necessitano di allontanarsi da luoghi e contesti pericolosi. Vanno perciò attivate tutte le precauzioni affinché la vittima possa superare una condizione iniziale di diffidenza, paura e disperazione. A volte, per motivi di sicurezza è necessario raccordare il proprio programma con la rete regionale o nazionale e in tal caso si fa riferimento al numero verde o agli enti con cui si è stipulato precisi accordi di intesa

prima accoglienza: costituisce un contesto di accoglienza funzionale alla definizione di un contratto con la casa ed è la fase in cui la vittima viene sostenuta nell’affrontare la decisione di merito alla denuncia. E’ la fase in cui viene elaborato un progetto individuale che si rivolge alla persona nella sua totalità, prevedendo un sostegno concreto circa gli aspetti legali, sanitari, psicologici e culturali con l’attenzione al recupero ed al potenziamento delle risorse proprie del soggetto, in una ottica di salvaguardia dei diritti di cittadinanza.

seconda accoglienza: costituisce un contesto funzionale alla realizzazione del progetto concordato con la persona e al pieno raggiungimento di obiettivi di autonomia ed inclusione sociale. Il tutto avviene in una dimensione di continuità con il periodo precedente, ed una particolare attenzione ai percorsi di orientamento formativo-professionale finalizzati all’inserimento lavorativo.

In ciascuna delle varie fasi può essere attivato un progetto di rimpatrio assistito, qualora la persona lo richieda, che verrà organizzato in collaborazione con organismi preposti a tale scopo, quale l’OIM.

I programmi sono quindi realizzati secondo una progettazione individuale, in forma residenziale o territoriale, cercando di ridare dignità e protagonismo alla persona interessata. Vengono accolte donne adulte, minori, transgenders e uomini

immagine esplicativa per progetto anna

Contatti:
per qualsiasi informazione o richiesta di intervento telefonare ai seguenti numeri:
335 1010 316
0583 587113