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comunità di vecoli
progetto giovani adulti

introduzione
Pensare ad un progetto terapeutico per giovani-adulti tossicodipendenti impone una premessa teorica come sfondo sul quale disegnare le tecniche trattamentali ritenute più idonee. Nell’ottica della ricerca traslazionale, ovvero di trasferibilità e condivisione di eventuali risultati positivi che il nostro programma potrebbe ottenere, l’etichetta giovani-adulti dovrà essere adoperata costantemente quando ci riferiamo ad un utenza con un target di età tra i 18 e i 25 anni. Tale preambolo ci servirà per non confondere, sia dal punto di vista clinicodiagnostico sia da quello puramente sociologico, la persona adolescente da quella con un comportamento da adolescente.

Il focus attentivo pertanto dovrà andare in direzione di una lettura:
a) evolutiva;
b) sistemico-familiare;
c) epistemologica del caso preso in carico dalla nostro Progetto.

Brevemente descriviamo i tre approcci testè introdotti:

a) dovremmo rivolgere uno scrupoloso interesse a quelle che sono le modalità di essere con l’altro che il nostro ospite mette in atto. Lo studio della loro capacità dialogica ci consentirà di stabilire quanto essi si siano individuati come soggetti autonomi rispetto al cosiddetto Noi “fusionale”, ovvero all’essere dipendenti da. Il processo evolutivo che determina l’acquisizione dell’ IO è un passaggio denso di angoscia ma diviene fondamentale e necessario per accedere al mondo della relazione con l’altro. Il modo in cui questo excursus è stato compiuto e ultimato stabilirà la condizione psicologica e/o psicopatologica della persona. Questa fase del nostro lavoro è molto importante e andrà considerata in modo assai particolare. Infatti le implicazioni di tipo psicopatologico ci permetteranno, in linea con una visione psicodinamica, di capire se dinanzi a noi abbiamo un soggetto nevrotico, con un funzionamento limite (borderline) o psicotico. L’ individuazione di un eventuale disturbo avrà un peso specifico sia in ambito prognostico che terapeutico. La determinazione della condizione psicologica, invece, ci darà indicazioni sullo stile cognitivo a cui il soggetto ricorre.

b) La persona che arriva in Comunità è l’espressione sintomatica di una condizione familiare disfunzionale. Ciò significa che l’alveo delle dinamiche familiari è tossicodipendente e come tale va osservato. La famiglia, in quanto sistema, è organizzata in modo tale da autoregolarsi in base alle esigenze e ai bisogni dei suoi membri che non sempre rispondono al criterio di funzionalità positiva. Una siffatta situazione genererà una condizione patogena all’interno del sistema familiare e quindi nella trasmissione intergenerazionale dei propri modelli. La persona tossicodipendente è sovente la manifestazione visibile di quel modello disfunzionale passato da una generazione all’altra. Lavorare con le famiglie delle persone accolte, specie quelle dei più giovani, è di conseguenza una necessità terapeutica inevitabile.

c) Un contributo che l’epistemologia ci ha consegnato in questi ultimi anni è la Teoria della Complessità. Essa suggerisce l’importanza della confluenza di scienze differenti per la spiegazione di un medesimo fenomeno. Anche se apparentemente distante rispetto alla nostra trattazione, abbiamo voluto mutuare questo concetto perché riteniamo che per accrescere le nostre capacità di lettura della tossicodipendenza dovremmo affinare la nostra curiosità intellettuale e quindi formativa, attraverso un’apertura teorica a saperi altri, perché altrimenti si rischia di cadere in riduzionismi di settore che vincolano l’evoluzione del sapere.


strumenti diagnostici
La valutazione dei soggetti che giungono in Comunità e che afferiranno al gruppo giovani, è innanzitutto clinica/osservativa.

L’uso di diversi strumenti e la convergenza dei vari indici aiuteranno a convalidare un eventuale ipotesi diagnostica, prognostica e terapeutica.

Saranno adoperati test per misurare il Q.I. (WAIS-R), questionari strutturati per l’identificazione di disturbi di asse I e II in accordo con il DSM IV (MMPI; SCID I & SCID II).
Inoltre per lo studio della vita intrapsichica del soggetto si utilizzeranno metodiche di tipo proiettivo (Rorschach e T.A.T.).

trattamento
Rispetto al lavoro terapeutico, i nostri soggetti giovani-adulti oltre ad essere inseriti nel percorso standard porteranno innanzi un training orientato all’acquisizione di capacità simboliche e alla loro consapevole utilizzazione. In altri termini a questi ragazzi sarà offerta l’opportunità di:

partecipare alla vita di Comunità
La relazione con il gruppo, gli orari, gli impegni, le regole, i tempi, sono strumenti che facilitano la rilettura del proprio stile di vita, aiutando le persone a trovare un senso di appartenenza, da cui partire per sperimentare nuove modalità relazionali.

partecipare ad un gruppo terapeutico con cadenza settimanale
I gruppi saranno condotti anche con l’ausilio di tecniche innovative quali la video terapia e l’analisi sequenziale dei filmati.

esperire situazioni relazionali esterne alla Comunità
Esse saranno non necessariamente lavorative e l’ obiettivo sarà quello di risignificarle con l’aiuto costante dell’équipe della Comunità. Dovranno imparare di nuovo a camminare. In tal senso saranno vagliate diverse ipotesi da studiare ad hoc sulle capacità o attitudini del soggetto.
Parallelamente alle attività proposte ai ragazzi, sarà svolto un:

lavoro capillare con le proprie famiglie o persone di riferimento
Il lavoro con esse verterà nello stabilire un alleanza terapeutica necessaria per la buona riuscita di un percorso Comunitario intrapreso dai loro figli. Gli incontri avranno cadenza settimanale e mireranno a sensibilizzare i genitori circa l’importanza delle dinamiche familiari nella scelte dei loro componenti. La modalità di conduzione di tali incontri vuole essere formativa e partecipativa. Riteniamo che prima di chiamare i genitori a rivedere le loro modalità di gestione della famiglia bisogna renderli edotti sui meccanismi, transgenerazionali, che inducono le persone ad agire in un modo piuttosto che in un altro.

comunità di vecoli - progetto giovani adulti

tipologia:
progetto giovani-adulti (18-25 anni). servizio residenziale terapeutico-riabilitativo.
indirizzo:
c/o Comunità di Vecoli – Ce.I.S. di Lucca Via per Vecoli 55060 Vecoli (Sant’Alessio – Lucca)
tel.:
0583-349010
fax:
0583-349005
e-mail:
ceisvecoli11@virgilio.it