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casa di emma
progetto accoglienza
donne maltrattate e/o violentate

Il progetto è rivolto a donne che subiscono violenza all’interno e all’esterno della famiglia; a donne sole o con figli a carico.

Si articola in due azioni specifiche:
a) sportello
b) casa di accoglienza

premessa
Sin dal 1976 l’Associazione ha aperto in città un centro di ascolto per accogliere i bisogni via via emergenti del territorio, pertanto ad oggi lo sportello rivolto alle donne vittime di violenza ne rappresenta una inevitabile evoluzione. Lo sportello ha come obiettivo generale quello di accogliere la donna nella complessità della sua situazione e individuare un progetto specifico con soluzioni ad hoc, di tipo residenziale, o non residenziale accompagnando così la donna in un percorso di ridefinizione del proprio progetto di vita. A tal fine lo sportello può essere attivato per scopi differenti e può rappresentare un momento di passaggio per entrare nella casa protetta , oppure può essere il contesto dove la donna viene sostenuta tramite colloqui in fasi diverse del percorso personale.

lo sportello
Lo sportello è il primo punto di contatto e incontro con la persona vittima del reato. Attraverso i servizi sotto descritti si cerca di individuare il progetto possibile.
servizi offerti:
- counseling telefonico
- counseling/accoglienza/ascolto/orientamento
- informazioni
- consulenza legale
- consulenza psicologica
- raccordo con i servizi territoriali
- colloqui individuali
- colloqui di coppia
- mediazione familiare
strumenti:
- colloqui, ascolto e accoglienza
- analisi e valutazione della situazione
- analisi e valutazione degli aspetti legali
- progetti residenziali o non residenziali
- contratto
- messa in rete con i vari servizi
- inserimento nella casa di accoglienza
-sostegno e accompagnamento

casa di accoglienza per donne maltrattate
Il progetto accoglie donne che subiscono maltrattamenti all’interno o all’esterno della famiglia, anche in situazione di emergenza, da sole o con figli a carico.
L’accoglienza residenziale è realizzata all’interno di una casa predisposta ad hoc, con una capacità di accoglienza di n. 6 posti.
E’ prevista la realizzazione di progetti individuali che tengano conto delle necessità, degli obiettivi e delle situazioni di ciascuna.
Il progetto si colloca in un’ottica di intervento di rete.
criteri di ammissione:
donne che “liberamente” scelgono di entrare nel progetto
donne vittime di violenza, sole o con figli a carico
donne che necessitano di un allontanamento dal proprio contesto familiare per motivi di tutela e protezione donne che non hanno rifermenti o una rete protettiva propria
donne prese in carico dai servizi sociali del territorio
donne di differente nazionalità
donne che necessitano di un periodo di supporto prima di ridefinire un progetto di vita personale
servizi offerti:
accoglienza residenziale
programmazione individuale
informazioni
consulenza psicologica
accompagnamento ai servizi territoriali
consulenza legale
accompagnamento e sostegno in caso di denuncia
sostegno nell’accudimento e cura dei figli
raccordo con i servizi e le istituzioni competenti
individuazioni soluzioni di emergenza
obiettivi: offrire la possibilità di un allontanamento dal contesto,
o dalla situazione ove viene subita la violenza
offrire la possibilità di protezione e tutela per sé e i propri figli
offrire la possibilità di un recupero delle energie e risorse personali
offrire la possibilità di un tempo/spazio ove riprogrammare un progetto di vita
offrire, là ove ne esistano le condizioni, strumenti di mediazione del conflitto
offrire un sostegno là ove la donna decida per una denuncia
offrire supporto a percorsi di emancipazione nell’ambito psicologico, socio-relazionale, lavorativo…
strumenti: contratto: la relazione tra la donna accolta e i referenti del progetto è di tipo contrattuale colloqui individuali: ascolto, sostegno, counseling, orientamento
colloqui ad hoc con altri professionisti: avvocato, psichiatra, medico, pedagogista
riunioni di casa: momento del gruppo per riuscire ad accordare le varie esigenze individuali con la vita comunitaria il territorio: viene facilitato il contatto con tutte le realtà territoriali che possono costituire una rete concreta di riferimento
seminari: viene facilitata la partecipazione alle attività che l’associazione e altri soggetti propongono per sostenere una rivisitazione anche cognitiva dei contenuti che caratterizzano la problematica vissuta attività lavorativa: ciascuna donna è sostenuta nella ricerca, o nel mantenimento di una attività lavorativa che le possa garantire un’autonomia economica oltre che una realizzazione personale

fasi del progetto:
Il contatto: il contatto può avvenire a seguito di colloqui personali o telefonici; può essere realizzato direttamente dall’interessata o indirettamente da altri soggetti formali (FFOO, servizi…), informali (familiari, amici…). In questa fase viene valutata con la donna la necessità di predisporre un piano di azione limitato a consulenze presso il nostro sportello o l’eventuale necessità di attivare un inserimento residenziale in casa protetta. In questo ultimo caso ed in linea con la Legge regionale 16 novembre 2007, n. 59 “Norme contro la violenza di genere”, si richiede il consenso e la presa in carico del servizio territoriale di competenza e si prendono i dovuti accordi di merito con le stesse FFOO.
L’inserimento nella casa protetta: la donna viene allontanata dal proprio contesto di vita, inserita da sola o con i figli presso la casa e inizia così un percorso di recupero fisico, psichico e relazionale volto a rendere possibile una riprogettazione della propria esistenza e di quella dei figli. In questa fase si cerca, nei limiti delle misure di protezione necessarie, di favorire il più possibile e di non interrompere le relazioni con il territorio e con le reti in cui la donna si è mossa sino a quel momento. Pertanto là ove la donna abbia una propria occupazione si cerca di garantirne la continuità.
Lo sganciamento: lo sganciamento dalla comunità viene realizzato nel momento in cui la persona può sostenere scelte di autonomia con serenità e con strumenti propri come il poter usufruire di un’abitazione autonoma, di una indipendenza economica… oppure lo sganciamento può essere l’accompagnamento verso soluzioni più ad hoc rese necessarie dalle specifiche caratteristiche della situazione individuale o relazionale della donna stessa. In questi casi il progetto trova continuità nelle opportunità proprie dell’Associazione Ce.I.S. o nelle opportunità rintracciabili della rete locale, regionale e nazionale.
tempi di permanenza: i tempi di permanenza sono definiti e concordati caso per caso con ciascuna ospite.
contatti: per qualsiasi informazione e contatto telefonare ai seguenti numeri:
cell: 3356975107
tel.: 0583 587113

casa di emma progetto accoglienza donne  maltrattate e/o violentate

tipologia:
Centro di ascolto
indirizzo:
via S. Giustina 59, 55100 Lucca.
tel.:
0583 587113
fax:
0583 419590
aperta dal:
2008
casa di accoglienza per donne maltrattate tipologia:
casa di accoglienza per donne maltrattate sole o con figli a carico
sede legale dell’associazione:
via S. Giustina 59, 55100 lucca
Tel:
0583-587113
cell:
3356975107
e mail:
ceisdilucca@tin.it
disponibilità di posti :
6 unità