Dal 1976 ci prendiamo cura delle persone.
Noi del Ce.I.S. di Lucca, non abbiamo mai rinunciato ad accogliere, essere solidali e difendere i diritti di chi non ne ha.
La nostra storia: 50 anni di cura, servizio e cambiamento
Accogliamo e diamo sostegno a persone in difficoltà per rimuovere le disuguaglianze sociali, contrastare l'emarginazione, la sofferenza e favorire processi di inclusione ed emancipazione, a partire dal recupero dalle dipendenze.
L'inizio
Nasce il gruppo “Giovani e Comunità”, guidato da don Bruno Frediani, per offrire sostegno ai giovani che affrontano il problema della dipendenza.
Punto di svolta
Il gruppo adotta il “Progetto Uomo” e si costituisce come associazione di volontariato: il Ce.I.S. Gruppo “Giovani e Comunità”, strutturando il proprio impegno nel recupero dalle dipendenze.
Si amplia lo sguardo
Accoglie persone in situazione di grave marginalità e vulnerabilità sociale, promuove il Centro Studi e le coop. sociali e avvia progetti di cooperazione internazionale.
Nuova presidenza
Questo anno segna il passaggio da una presidenza storica a una laica di seconda generazione.
Un grande cambiamento
Ce.I.S. diventa Fondazione.
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1976
L'inizio
Nasce il gruppo “Giovani e Comunità”, guidato da don Bruno Frediani, per offrire sostegno ai giovani che affrontano il problema della dipendenza.
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1979
Punto di svolta
Il gruppo adotta il “Progetto Uomo” e si costituisce come associazione di volontariato: il Ce.I.S. Gruppo “Giovani e Comunità”, strutturando il proprio impegno nel recupero dalle dipendenze.
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’80-2000
Si amplia lo sguardo
Accoglie persone in situazione di grave marginalità e vulnerabilità sociale, promuove il Centro Studi e le coop. sociali e avvia progetti di cooperazione internazionale.
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2016
Nuova presidenza
Questo anno segna il passaggio da una presidenza storica a una laica di seconda generazione.
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2022
Un grande cambiamento
Ce.I.S. diventa Fondazione.
Strutture
Progetti
Aree di intervento
Operatori attivi
Trasparenza e dedizione
DATI CHE CONTANO
Origini e nascita del gruppo
Da volontari a Fondazione, un percorso di prossimità e trasformazione sociale
La nostra è una storia che ha ormai 50 anni. Siamo nati come gruppo informale di volontari nel 1976, sotto la guida di Don Bruno Frediani e sostenuti dall’arcivescovo di Lucca, mons. Giuliano Agresti. In quel contesto abbiamo raccolto la sfida di aiutare i giovani che si confrontavano con il problema della dipendenza e di sostenerli nella ricerca di nuove e migliori prospettive. Nel gennaio del 1979 ci siamo costituiti in Associazione di Volontariato, Ce.I.S. Gruppo “Giovani e Comunità”.
Il carattere pionieristico e l’approccio al cambiamento
Eravamo un gruppo di pionieri e abbiamo dovuto studiare e formarci per lavorare in un ambito di cui poco si conosceva. Abbiamo abbracciato il Progetto Uomo dando vita alle prime comunità, intese ancor prima che come struttura terapeutica, come stile di vita e modello di relazioni. Con il Progetto Uomo, in alternativa alla repressione, abbiamo messo al centro la persona e l’idea di cambiamento.
Un esempio di leadership e continuità
Don Bruno, anche dopo aver lasciato la presidenza nel 2016, è stato per noi un esempio: le nostre porte non si sono mai chiuse e il nostro percorso non si è fermato all’ambito delle dipendenze. Negli anni Ottanta abbiamo accolto nuovi bisogni, come il disagio giovanile, e affrontato grandi emergenze, come l’Aids. Dell’Aids abbiamo avuto paura, ma, anche questa volta, abbiamo accolto e ci siamo presi cura.
Nuove collaborazioni, professionalità e orizzonti
Nel tempo i volontari sono stati affiancati da figure professionali diverse e specializzate e abbiamo ampliato la rete di collaborazioni con enti pubblici e del terzo settore. Ma è questa pratica del prendersi cura che ancora motiva le nostre azioni e anima i nostri progetti. Per questo ci siamo spinti verso la Cooperazione Internazionale, in Brasile nel 1984, con un progetto per giovani e adolescenti, e in Rwanda nel 2006, con un progetto sull’Aids.
Una filosofia di cura oltre l’accoglienza
Il nostro impegno nasce dall’accoglienza e dalla condivisione per contrastare disuguaglianze, emarginazione e povertà socioculturali, affrontando le cause di ingiustizia ed esclusione. Dal 1982 il Centro Studi sostiene questo percorso con attività di ricerca, informazione e prevenzione, promuovendo una cultura di solidarietà, uguaglianza e diritti umani. Operiamo sul territorio, in rete con le realtà locali, trasformando i valori in interventi concreti di accoglienza e inclusione.
Casa S. Francesco e impegno sociale
A chi ha bussato abbiamo sempre aperto nuove porte e la Casa S. Francesco, nata nel 2001, è stata il tetto di tante persone che si trovavano in condizione di estrema marginalità e vulnerabilità sociale. A partire da questa esperienza ci siamo presi cura di migranti, profughi, vittime di sfruttamento e tratta, persone in emergenza abitativa, donne sole con o senza figli, persone con disabilità.
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Un esempio di leadership e continuità
Don Bruno, anche dopo aver lasciato la presidenza nel 2016, è stato per noi un esempio: le nostre porte non si sono mai chiuse e il nostro percorso non si è fermato all’ambito delle dipendenze. Negli anni Ottanta abbiamo accolto nuovi bisogni, come il disagio giovanile, e affrontato grandi emergenze, come l’Aids. Dell’Aids abbiamo avuto paura, ma, anche questa volta, abbiamo accolto e ci siamo presi cura.
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Nuove collaborazioni, professionalità e orizzonti
Nel tempo i volontari sono stati affiancati da figure professionali diverse e specializzate e abbiamo ampliato la rete di collaborazioni con enti pubblici e del terzo settore. Ma è questa pratica del prendersi cura che ancora motiva le nostre azioni e anima i nostri progetti. Per questo ci siamo spinti verso la Cooperazione Internazionale, in Brasile nel 1984, con un progetto per giovani e adolescenti, e in Rwanda nel 2006, con un progetto sull’Aids.
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Una filosofia di cura oltre l’accoglienza
Il nostro impegno nasce dall’accoglienza e dalla condivisione per contrastare disuguaglianze, emarginazione e povertà socioculturali, affrontando le cause di ingiustizia ed esclusione. Dal 1982 il Centro Studi sostiene questo percorso con attività di ricerca, informazione e prevenzione, promuovendo una cultura di solidarietà, uguaglianza e diritti umani. Operiamo sul territorio, in rete con le realtà locali, trasformando i valori in interventi concreti di accoglienza e inclusione.
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Casa S. Francesco e impegno sociale
A chi ha bussato abbiamo sempre aperto nuove porte e la Casa S. Francesco, nata nel 2001, è stata il tetto di tante persone che si trovavano in condizione di estrema marginalità e vulnerabilità sociale. A partire da questa esperienza ci siamo presi cura di migranti, profughi, vittime di sfruttamento e tratta, persone in emergenza abitativa, donne sole con o senza figli, persone con disabilità.
Costruire insieme un mondo migliore è ancora il nostro sogno.
Attività attuali e focus futuri
In questa lunga storia abbiamo e stiamo lavorando anche a tante attività di sensibilizzazione e di prevenzione e stiamo prestando particolare attenzione alle attuali difficoltà dei giovani e alle dipendenze comportamentali, in particolare il gioco d’azzardo e la dipendenza digitale.
I principi
Ci proponiamo come interlocutori della società civile e delle istituzioni per favorire la promozione della persona e la difesa dei diritti umani.
Centralità della persona
Ogni persona ha diritto al riconoscimento dei propri diritti e a promuoversi culturalmentee socialmente, senza alcuna discriminazione e/o pregiudizio. Tutela e sostenibilitàambientale salvaguardano il futuro e il benessere delle persone e di tutti gli esseri viventi.
Ascolto, dialogo e relazione
L'ascolto è la base del dialogo. Il dialogo tra persone, tra società civile e istituzioni è il mezzo per mettere in atto concrete azioni di convivenza per il cambiamento sociale e culturale e incidere significativamente nei contesti territoriali.
Responsabilità personale e sociale
Solo una cultura fondata su principi di solidarietà, uguaglianza e giustizia rende le persone libere e con pari dignità, consentendo a società e singoli di riconoscere e assumersi responsabilità personali e sociali.
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Centralità della persona
Ogni persona ha diritto al riconoscimento dei propri diritti e a promuoversi culturalmentee socialmente, senza alcuna discriminazione e/o pregiudizio. Tutela e sostenibilitàambientale salvaguardano il futuro e il benessere delle persone e di tutti gli esseri viventi.
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Ascolto, dialogo e relazione
L'ascolto è la base del dialogo. Il dialogo tra persone, tra società civile e istituzioni è il mezzo per mettere in atto concrete azioni di convivenza per il cambiamento sociale e culturale e incidere significativamente nei contesti territoriali.
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Responsabilità personale e sociale
Solo una cultura fondata su principi di solidarietà, uguaglianza e giustizia rende le persone libere e con pari dignità, consentendo a società e singoli di riconoscere e assumersi responsabilità personali e sociali.
I nostri obiettivi
Mettiamo le persone al centro, accompagnandole in percorsi di crescita, autonomia e partecipazione.
Ogni nostra azione nasce dall’ascolto dei bisogni e dalla volontà di costruire opportunità concrete, promuovendo inclusione, prevenzione e una cultura fondata sui diritti, sull’uguaglianza.
Accoglienza, sostegno e protezione
A persone in difficoltà, per dar loro la possibilità di valorizzare le proprie risorse e trovare motivazioni per riprogettare la propria vita.
Inclusione
Delle persone in percorsi finalizzati a restituire loro diritti e dignità sociale, indipendentemente dalla condizione e provenienza.
Prevenzione e culture giovanili
Attività e progetti finalizzati alla promozione delle culture giovanili e alla prevenzione di dipendenze, marginalità e disagio.
Cultura dell'uguaglianza e della sostenibilità
Informazione e comunicazione per promuovere e diffondere una cultura fondata su equità, rispetto dei diritti e dell’ambiente, giustizia e pace.
Foto storiche
Un racconto attraverso le immagini: dai primi passi mossi da Monsignor Guidi fino ai progetti e alle attività di oggi. Cinquant’anni di impegno, persone, luoghi e percorsi che hanno segnato il territorio e costruito, nel tempo, una comunità fondata su accoglienza, solidarietà e cambiamento sociale.
